A Matera le coperte dei migranti per fare abiti di moda

Onda Lucana

Oggi, passeggiando per il centro della Matera imbiancata, è facile imbattersi nel laboratorio di sartoria della Silent. Lì c’è Savane e gli altri maestri migranti; oltre a loro alcuni ospiti del “Brancaccio”, la residenza per anziani gestita dal Sicomoro. Nuovi e vecchi abitanti, uniti nel segno della comunità.

Tra questi c’è Carlo, sguardo vispo e 87 anni scoccati, ci parla della “sua” antica città dei Sassi: “Qui non c’era niente, si viveva come Dio voleva. Grandi famiglie in case di due stanze umide; con noi, gli animali di casa: galline, i maiali, i ciuchi…”. Sessant’anni fa, quando Carlo fu costretto ad abbandonare i Sassi insieme ad altri 15mila contadini, non avrebbe mai immaginato che Matera sarebbe diventata – anni dopo – la Capitale europea della Cultura.

Contrasto tra lo ieri e l’oggi, il materano e il migrante, l’Europa e noi… si svela di fronte ai nostri occhi la storia di…

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