A TREBBIATUR

Onda Lucana

A TREBBIATUR

Tratto da:Onda Lucana®by Angelo Viccari

Quann evijda vnì a trebbij

facch evijda vnì a zit.

I massar ch furch e ch pagghiett

ngap s’avvc’najn all’arij

u chiù fiss ngacchiajn

alù pruvulacchj u chiù furb

s’ammucciad nda anguna macchj.

A matin tutt smbrajn cundend

ma chiù passaid u temb e chiù

u sol dvntaid pungend e i fatgatur

guardain nderr e gavzain

a cap sul quann ù chiù

zinn passaid l’acq ca iasch.

Quann s’evijda mangià

u megghj muzzch alu trebbiator

assmgghaid nù dottor.

LA TREBBIATURA

Quando doveva arrivare la trebbia,

sembrava che dovesse arrivare la fidanzata.

I contadini con forche e pagliette in testa

s’avvicinavano all’aia,

il più fesso lo mettevano a togliere la pula,

il più furbo si nascondeva

in qualche lentisco.

La mattina tutti sembravano

contenti ma più passava il tempo

e più il sole diventava pungente

e i lavoratori guardavano a terra

e…

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