San Giuseppe

Noepoli - Detti e usanze

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Ci siamo nati in quei luoghi, ma si è persa memoria del bagliore mattutino che annunciava il cambiamento.
Forse non ci accorgevamo, perché il freddo era ancora in casa ma, se si spalancava la finestra, un leggero tepore invadeva gli umidi stambugi, scaldandoci i cuori.
Tornava la luce, le lunghe giornate, le gite in campagna a raccogliere primizie, camminando sui mandorli appena sbocciati che ci bagnavano di rugiada quando li respiravamo in tralice dall’alto della muraglia, e tutto diventava verde, chiaro sui piani, più intenso nelle gore profonde, dove ancora stagnava, inviolata, l’ultima neve, mentre lo scettro rigoglioso del santo falegname chiamava il paese al risveglio
Sognava la notte Maria Cristina, sognava il marito alla guerra, tra il Carso e l’Isonzo a sottrarre la patria al nemico, solcando a mani nude salvifici fossi sui brulli declivi di un confine che non conosceva.
Giuseppe scavava trincee e la giovane sposa sognava…

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