la “vocazione sovversiva” della poesia

Onda Lucana

” ..Nessuna poesia, anche quella apparentemente più lontana da queste problematiche, può esserne immune, rimanere estranea alle vicende del mondo in cui nasce e al quale, in forme e con fini i più diversificati, comunque si rivolge e risponde.
Non credo nell’isolamento e nell’ispirazione: sono termini che ho sempre visto con profondo sospetto perché ingenerano l’idea di una nascita quasi divina, mistica, del fare poetico – che ne esce circonfuso da un’aura di sacralità e di inviolabilità, di separatezza e inaccessibilità, mentre invece il “poiein” è la più terrestre e la più elementare delle attività umane: una perenne creazione di forme che, sottratte alle destinazioni d’uso delle categorie dell’utile, si pongono per la loro stessa natura in opposizione costante verso ciò che tende a ridurre l’esistenza nell’alveo soffocante di quelle stesse categorie elevate a sistema. La poesia è sempre, da questo punto di vista, un fatto eminentemente politico.
Quindi, si…

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