Al tavolo di Bruxelles, se non sai chi è il pollo, vuol dire che sei tu… — Hic Rhodus

Onda Lucana

È da pochi giorni terminato il vertice europeo di Bruxelles, il primo al quale per l’Italia ha partecipato il Presidente del Consiglio Conte, e non si può dire che sia stato un incontro di routine. Conte è arrivato alla riunione del Consiglio Europeo con intenzioni apertamente bellicose, e con una priorità fondamentale: portare a casa un accordo sulla questione dei migranti, ovviamente migliorativo dello status quo che vede l’Italia obiettivamente nel ruolo (condiviso con Spagna e Grecia a seconda delle rotte prevalenti) di “cuscinetto d’Europa”, che dovrebbe farsi carico dei soccorsi, dell’accoglienza, dell’identificazione e della successiva gestione degli immigrati sulle rotte del Mediterraneo centrale.

Ora, diciamolo subito e chiaramente: si trattava, e si tratta, di un compito difficilissimo. Non solo per ragioni politiche, o per la nefasta eredità dei governi precedenti, ma perché è la stessa posizione geografica dell’Italia a metterla nella condizione di essere la “frontiera d’Europa” verso…

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